Slargo d’affetto

Slargo
Vicino al fiume la terra è esplosa
come fra incontri di corpo e unghie…
C’è riverbero d’argento su sassi dilatati e rotondi.
La noia delle stagioni si alza
mi ubriaca all’inizio, poi tace e mi segue
imbevuta di luce e ricordi.

Nel fango rappreso
mille detriti e creature in frantumi
la strada è sabbia e ossa d’alberi
il passo affonda e inciampa in radici divelte.

Accanto all’acqua un tronco arso offre ristoro
al cammino diseguale di larve e cicale
nomi e volti scomparsi.
Bottiglie vuote brillano d’un verde ostinato
interrate e ferme come rimpianti.

Creano un nuovo paesaggio
sacchetti di plastica senza immondizia:
se l’è mangiata il fiume in uno slargo d’affetto.

Nella spiaggia due palloni vicini
uno rosso gonfio d’acqua
l’altro bianco pieno d’aria
come un futuro da gustare
io calcio l’ultimo che fugge verso la riva
ma si ferma fra orme di cinghiale…

9 risposte a "Slargo d’affetto"

  1. In questi versi si mette in evidenza la natura che muta, anche se in peggio. Magari si comparano i ricordi di un tempo a come era questo posto, ed adesso… deteriorato ed inquinato dalla non curanza dell’uomo. Tutto cio, porta a riflettere come tutto cambia nella vita. ed in noi, si accende un cero rammarico misto a nostalgia. L’ho letta così. Un abbraccio Rosanna.

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