Godimento privato e sacrificio collettivo

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10/1/2014   Punti di vista sulla liberalizzazione delle droghe

Nella vita ci sono cose necessarie alla sopravvivenza, altre usate per abbellirla.
La droga, l’alcool, il sesso senza coinvolgimenti l’abbelliscono, la rendono fluida, senza pensieri.
Poi c’è l’arte, la musica, la poesia, lo sport, ecc.
Ciò che unisce tutto e lo rende fruibile è la libertà individuale che non dovrebbe essere vietata o imposta agli altri limitandoli.
Ebbene, chi beve, fa sesso non sicuro, gioca alle slot o si fuma risorse con sigarette normali o marijuana, compie un atto volontario e voluttuario, ma al contempo impone alla società tutta, sacrifici e risorse economiche per rimediare ai danni provocati dai suoi momenti di godimento privato…(tra questi, malattie, omicidi, furti, e l’aumento della malavita).
E questo francamente mi sembra assurdo.
Si vuole cambiare la società ed eliminare la malavita mantenendo uno standard di salute dei cittadini?
Si può fare, ma non liberando i divieti, bensì lavorando con tutte le forze sull’educazione civile, morale ed etica, basi morali che senza essere mistiche sono i mattoni sui quali esiste una società giusta…proprio quello che ci manca.
La corruzione esiste per questa mancanza.
Ora l’etica laica cambia nel tempo, -al contrario di quella religiosa- e ben se ne vedono i frutti specie negli stati in cui si sono liberalizzate sia la droghe che l’alcool o l’uso delle armi.
Risultato? Una società allo sfascio dove anche i bambini sparano a vista su adulti e coetanei, in quanto già alterati mentalmente dall’assunzione di alcool e droghe; questo senza voler citare guerre e deliri vari di morte consueti, regalate dalla avidità di chi è adulto.
Il problema non è combattere contro la droga, ma contro lo sfascio morale.
Su questo obiettivo andrebbero fatte leggi e regolamenti: insegnare a menti giovani una esistenza meno egocentrica.
Invece si attivano risorse cospicue (recuperate da tasse infinite) da distribuire a pioggia ai SERD ecc. per aiutare chi spesso cominciando con droghe leggere si brucia la volontà diventando schiavo di abitudini attivate nella sua più sacrosanta e democratica libertà individuale.

E allora, io penso molto democraticamente, che a questo punto non si dovrebbe più sborsare un centesimo alle strutture per il recupero di chi si è volontariamente rovinato…
Mi sembra troppo comodo il godimento privato e il sacrificio collettivo come rimedio.

Inoltre, conoscendo i nostri illuminati e creativi politici, sono abbastanza diffidente sulle motivazioni di questa liberalizzazione, in quanto sicuramente aumenteranno i clienti di case di cura e dei Serd: risorse da destinare e dirottare dove è più conveniente: vedi finanziamenti ai partiti, ecc.

Quanto agli studi sulle varie droghe, si svolgono già nelle sedi scientifiche consuete.
La liberalizzazione è una scusa per recuperare risorse, dirottarle per permettere agi impensabili a chi le gestisce e non per arginare le sue conseguenze, nell’ipocrisia più totale dello Stato, alla quale già siamo abituati (sigarette, slot, alcool).
Ad esempio nei Serd esiste già la distribuzione legalizzata di Metadone, ma questo non ha risolto la tossicodipendenza.
Mi ripeto, quello che dovrebbe essere incentivato sono il rispetto per l’esistenza altrui, umana e animale e non l’ipocrisia di un sistema che ti permette di ammalarti e poi ti toglie denaro fingendo di curarti…
10/1/14
r.g.

Una mia riflessione di qualche tempo fa. Per fortuna il testo per la legalizzazione è stato tagliato nell’ottobre 2016 e del vecchio residua solo l’ok. per l’uso terapeutico…trovo incredibile la superficialità di quei parlamentari che vorrebbero una società allo sfascio.

22 risposte a "Godimento privato e sacrificio collettivo"

  1. Liebende Elisa

    Privat ist mir ein Reizwort
    Collectivo das Kollektiv ist ein anonymes Geheimnis
    Verborgener Scham und heimlichen Tuns
    Aus Angst vor Gesichtsverlust
    Lügen werden zu Schutzbehauptungen verbrämt

    Ich bin Aktmodell und im Bayerischen Rundfunk 2
    Einer Anrufersendung “Tagesgespräch”gesperrt
    Weil ich dort als Mensch und nicht als Privatperson gesprochen habe

    Der Himmel hört was Du sprichst
    Denn Er ist ein einzig Ohr
    Die Sonne sieht was Du tust
    Und Sie segnet Dich in Deiner Freiheit
    Die Sterne wissen was Du denkst
    Und die Engel fühlen mit was Du fühlst

    danke
    Den Segen der Offenheit
    Joaquim von Herzen

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  2. condivido elisa ogni parola, permettendomi di insistere anche sullo scarso uso di profilattici che permettono il perisoloso aumento di infezioni a trasmissione sessuale…e l’educazione in merito è scarsissima. ciauuu

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  3. Permettimi di segnalarti come un tantino pericoloso, questo tuo ragionamento razionalmente ineccepibile, mia cara amica:applicandolo ad ogni aspetto della vita civile, si potrebbe finire per ritenere che, persino una donna che si ritrovi con il compagno sbagliato e che pensi di cambiare vita, possa non meritare lo spreco di risorse pubbliche: in fondo se l’è voluta lei, no? Mettendosi assieme ad un uomo che non la meritava… E che dire delle vittime dell’alcool? E di quelle del gioco? In fondo anche i disabili sono un peso per la società. Insomma, se me lo consenti, ci andrei con i piedi di piombo, le cose sono sempre molto più sfumate e problematiche di quanto appaiano. Anche un tossicodipendente può esserci cascato a causa di svariati motivi indipendenti dalla sua volontà. Sinceramente, non me la sentirei di condannarlo su due piedi. Così come la società deve essere comprensiva, necessiterebbe che anche il singolo fosse inclusivo. Anche perchè, se si è finiti in questo cul de sac, non credo proprio che sia colpa dei miseri stanziamenti che si fanno per categorie di persone deboli, sfortunate o malaccorte. Se si vuole provare a sanare i buchi, si dovrebbe cominciare dalla cattiva amministrazione, dagli abusi, dalla corruzione, dalle mafie che ormai hanno dilagato in ogni campo economico, anche grazie alla connivenza e complicità di politici, amministratori e imprenditori…
    Grazie di cuore per lo spunto di discussione ed un più che caro saluto

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    1. Credo sia più pericoloso liberalizzare le droghe leggere e non, che il mio insofferente punto di vista. Occorre aiutare a restare sani, non ad affossare giovani in crescita rendendoli dei poveri zombi. Credo che sia pericoloso non avere più una morale che tutela tutti da pericolose discriminazioni e altro (vedi i bulli quasi sempre alterati da droghe leggere che se la prendono con i disabili mentali e fisici o anziani e animali).
      Grazie per il tuo punto di vista Silviatico, buona serata a te.

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  4. Condivido a pieno le tue osservazioni, amica mia, che hai esposto in modo notevole in questo brano, che ho molto apprezzato.
    Buon pomeriggio e un abbraccio,silvia

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