Il tiratore d’arco

granito2

Il tiratore d’arco mi voltò le spalle
così accesi il freddo con legna piccola.
Il ceppo grande ormai consumato
produsse braci annerite
il fumo avvolse le ultime frasi
tossicchiate tra un rimpianto
e il futuro, custode di grazia
di forme informi
dall’alone verdastro.

Lei

Istantanea 1 (16-03-2019 17-35)

Lei
Al pomeriggio imprecava sui giorni della luce.
L’amore è un esercizio per la mente
un morso, o una galleria nella sabbia?

Poi ad alta voce benediceva
il suono del cellulare
celebrava spine vestite da sussurri
spavalda e bugiarda raccontava rifiuti regalati

ma noi sapevamo che le abitudini
l’avevano sfregiata, che lacerazioni argentee
divennero commestibili.
Sapevamo del grido prima di dormire
degli aghi che fallirono cuciture

sapevamo che quando il futuro le cadde dalle dita
Lei si lasciò morire…

Dedicata  5/4/2019

Slargo d’affetto

Slargo
Vicino al fiume la terra è esplosa
come fra incontri di corpo e unghie…
C’è riverbero d’argento su sassi dilatati e rotondi.
La noia delle stagioni si alza
mi ubriaca all’inizio, poi tace e mi segue
imbevuta di luce e ricordi.

Nel fango rappreso
mille detriti e creature in frantumi
la strada è sabbia e ossa d’alberi
il passo affonda e inciampa in radici divelte.

Accanto all’acqua un tronco arso offre ristoro
al cammino diseguale di larve e cicale
nomi e volti scomparsi.
Bottiglie vuote brillano d’un verde ostinato
interrate e ferme come rimpianti.

Creano un nuovo paesaggio
sacchetti di plastica senza immondizia:
se l’è mangiata il fiume in uno slargo d’affetto.

Nella spiaggia due palloni vicini
uno rosso gonfio d’acqua
l’altro bianco pieno d’aria
come un futuro da gustare
io calcio l’ultimo che fugge verso la riva
ma si ferma fra orme di cinghiale…