L’antica

Il ritratto odora di muffa

lo sfondo è cupo

ma lei,  l’antica, ha un’aureola

e un dito che regge la guancia

riconoscimento dell’elite

delle finte rassegnate.

Lo sguardo ironico

sconfessa vecchie fragilità

solitudini, forse l’ amore vero

quell’ uno su tutti

che  l’ha resa deserta.

Io ravviso una somiglianza.

Forse il  lieve sorriso

il nascosto muoversi della lingua

quel suo incessante

sibilo di prigioniera

in ruoli troppo definiti…

Senza respiri forti

 Gennaio mi accompagna 
 in questa rinascita dall'alto
 il vento fra i capelli grigi
 ha il brusio dell’acqua.
 I morti camminano nel mio sangue 
 inspessito dalle maledizioni
 il passato diluito in  parole 
 è metallo scolpito  a fuoco
 che incrosta tenaci segreti.
 I ricordi  si fanno buoni
 senza respiri forti.
 Tra i sempre verdi, un nido, nascosto
 come dentro me l’ansia tenace 
 che  dissimulo agli altri.
 Uno scoiattolo fugge veloce al letargo. 
 La mia ombra cade rassicurante
 inesistente, confusa tra i sassi.

 

Fermenti

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Immagine 16/11/2014

Su un tavolino
creature di porcellana
mi fissano le mani, poi
di colpo volano via
e resto sola ad accogliere
il grigio che avanza.
Ottobre ha tremori d'animali
alberi che depongono l'abito d'oro
tutto è un dimenare cose rinsecchite.
Oscuri girasoli appesantiti
scrutano orme di cinghiale
motivazioni al distacco
rialzano il capo
e la mia età ha cerchi concentrici
giri d'ape inferocita.
È a mia insaputa che muoiono
gli ultimi legami.
Nella casa fermentano come vino
i respiri dei vicini
assomigliano a flebili richiami
passeri che sanno vivere lieti 
briciole e freddo...

Intrico

20190709_071935Nella spiaggia incolore
il suo pelo copre l’intrico d’ossa
carne rinsecchita ritorni
d’inverni freddi

il suo odore intorno calpestato
come la sua solitudine
a lato il grande fiume scorre
non sa il tormento
l’assenza e il suo conforto inutile

Cose sotterranee non dovrebbero
tornare in superficie

smuovendo l’acqua
si rimodellano istinti
la libertà terribile
della coscienza.

Il male ha un fascino irresistibile.

L’ uccellino cieco

Istantanea 2 (09-02-2016 21-45)

Accoccolarsi nella mano che schiude una serratura
con ingenuità scambiarla per un rifugio sicuro
confondere una massa grigia (capo,ombrello o ala?)
scrutare la pelle ricamata di speranza e poi fidarsi…

Solo un piccione cieco lo può fare
solo una vecchia illusa lo può accogliere.

Nella zuppa autunnale si mischiano
improbabili risoluzioni, vedute ed equivoci.
Non c’è spazio per voli in diagonale
nel groviglio di toni grigi che scorrono nelle vene.
Si può solo deporre la tenerezza su un ramo alto,
guardare con meraviglia lo sbattere d’ali insicuro ma sincronico
di un povero uccellino di novembre
confuso dalla pioggia…