Narciso

traliccio

Non mi somigli, Narciso…
Tu sprofondi nella pozzanghera
fino al centro del fuoco.
La tua calma di traliccio
ha ucciso il mio tempo
e tra le mani
ho sillabe scure
che tuttavia fioriranno
in nuove pacificazioni.

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Slargo d’affetto

Slargo
Vicino al fiume la terra è esplosa
come fra incontri di corpo e unghie…
C’è riverbero d’argento su sassi dilatati e rotondi.
La noia delle stagioni si alza
mi ubriaca all’inizio, poi tace e mi segue
imbevuta di luce e ricordi.

Nel fango rappreso
mille detriti e creature in frantumi
la strada è sabbia e ossa d’alberi
il passo affonda e inciampa in radici divelte.

Accanto all’acqua un tronco arso offre ristoro
al cammino diseguale di larve e cicale
nomi e volti scomparsi.
Bottiglie vuote brillano d’un verde ostinato
interrate e ferme come rimpianti.

Creano un nuovo paesaggio
sacchetti di plastica senza immondizia:
se l’è mangiata il fiume in uno slargo d’affetto.

Nella spiaggia due palloni vicini
uno rosso gonfio d’acqua
l’altro bianco pieno d’aria
come un futuro da gustare
io calcio l’ultimo che fugge verso la riva
ma si ferma fra orme di cinghiale…

Respiro tempo

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Fotografia: gelsomino invernale 2018

 
Avvicino dita ad antenne sensibili
respiro il tempo.
Qualcun altro ha vissuto la mia vita
ascoltato la musica a me predestinata
curato le mie rose.

Al buio, tra le mani
qualcosa vola e resta aderente
farfalle, ricordi
lucciole…
ma nulla in realtà è mio
tutto è in comodato d’uso
in questo mio essere donna
forte, amata e odiata
avvolta in cangianti sfumature
tra finzioni e realtà.

La cava di sabbia

cava di sabbia

Isolata, generata in curva, scavata
ha pareti fragili la cava e sostegni di radici
(il fiume a volte disegna anse di vita
cerchi quasi perfetti, pentendosi verso la fine
fuggendo a sinistra…)

Lei tace, ascolta il canto dell’acqua
ali che passano veloci
osserva incantata il movimento verde del bosco
e si crogiola al sole che svela e riscalda
le sue piccole infinite pietre nere.

E quando un mostro con il potente braccio d’acciaio
la scava, toccandola prepotente
lei non resiste, offre ogni granello
(vezzo atavico, sottomissione ).

Si crede utile
sa che costruirà durature alchimie
con ogni sua cellula, sa che cambierà forma
sa che innalzando granelli abbracciati al cemento
non sarà dimenticata
e questo l’appaga molto.

Lei composta da materia inerte
spesso diventa casa, pietra, rifugio
raccoglie e protegge ogni vita
in silenzio.
La voce del vento non può fare molto per lei
che si inumidisce alla brina
e si spezza al sole e al gelo.
Troppo scavata e così profonda,
troppo isolata.
Cava, nome singolare femminile
di una cosa…
http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=343020&t=La+cava+di+sabbia