Arriva la Luce

E poi la luce si fa Luce
mentre l’ombra opaca raddoppia
il grigio della strada
la calura drena il ronzio d’ api
e gli alberi scagliano squittii.

Quante cattiverie si compiono
per trovarti. Si taglia un albero
che ombreggia colture
Si tortura uccidendo per sapere
chi ha tradito …Arriva la luce

ma la luce è strana
nella direzione d’ un vortice imprevisto.
Se il dubbio si fa da parte
la verità nuda e brillante
è sempre crudelmente insopportabile.

L’antica

Il ritratto, odora di muffa

lo sfondo è cupo

ma lei,  l’antica, ha un’aureola

e un dito che regge la guancia

riconoscimento dell’elite

delle finte rassegnate.

Lo sguardo ironico

sconfessa vecchie fragilità

solitudini, forse l’ amore vero

quell’ uno su tutti

che  l’ha resa deserta.

Io ravviso una somiglianza.

Forse il  lieve sorriso

il nascosto muoversi della lingua

quel suo incessante

sibilo di prigioniera

in ruoli troppo definiti…

Gioielli Rubati 151: Elisa Falciori – Salvatore Leone – Laura Borghesi – Luca Gamberini – Luigi Paraboschi – Lorenzo Monticelli – Giuseppe Blandino – Rosa Mannetta.

almerighi

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la sua validissima collaborazione; la rubrica è pubblicata anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

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Storie

-Vediamoci-
Comincia la recita

-Sei bella-
Parole sempre uguali

-Nessuno è come te-
Sballo, una scalata al cielo

-Mi dai il paradiso-
Inizia già la discesa.

È un copione sempre uguale
ogni attore convince
si applaude
solo qualche volta.
poi vince la noia…

di Elisa Falciori, qui:
https://elisafalciori.wordpress.com/2021/03/08/storie/
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Parlategli voi
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Dovrei conoscere la lingua degli uomini
e spiegargli che un giorno me ne sono andato,
dove si perdono le gambe, e il sole t’incorona col fuoco.
Ho soltanto quel modo di dire, la cultura
d’un deserto alle ginocchia.
Dovrei avere proprietà di linguaggio dell’affamato o cacciatore,
descrivere nel dettaglio le mie ossa nella neve,
la nudità d’un corpo appeso, labbra danneggiate da un bacio sconosciuto.
Parlategli voi,
ha imparato la buona retorica della carne, frasi fatte…

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Già incattiviti…

Gli infiniti non sono ospiti graditi

per paura forse, o perché si nasce

già incattiviti.

In giardino ho trovato una piuma

lieve e inutile protezione

scartata da un becco puntuto.

E’ Il segno d’una  civetta ostinata

che  inizia un inquieto canto

nel  notturno progetto improvviso.

Vissuti senza certezze, giorni terribili

scarnificano poco per volta l’allegria.

Non c’è profondità, solo luci subitanee

nel gruppo festante e infido…

Procedure d’acqua

Il mio silenzio ribolle

in spazi delimitati

con occhi di sempre

prudenti pieghe mentali.

Abitato dalla vita

vive in pace.

Conteggi di vita e morte

che gareggiano in TV

arrivano già all’alba

come risate d’anatre

invadenti, alte sopra i vetri

La morte sembra offendere

statistiche in discesa

procedure d’acqua e aironi.