Frastuono

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Ha costruito bene l’interno, la vita.
Gradini di marmo conducono senza fretta
a una stanza grande.

Tra scrivanie e archivi
alle finestre splendono luci .
In gabbia, a volte, un uccello rosso
canta deformando voci
quando ricordo, quando confusa
prendo il quaderno sbagliato per gli appunti
quello ad anelli
quello senza gli angeli.

Il cuore matto dal rumore aritmico
danza felice, come un cane slegato.
Da tempo è libero, gioca senza catene
e non distingue mai gli amici dai nemici
se la chiave d’ingresso gira
e arrivano ospiti ingrati senza bussare.

Loro ammirano l’albero vecchio e finto
pieno di decori scintillanti
bevono alla mia salute, ridono
discorrono brevemente col mio tempo strano

e malgrado tutto
ha uno sguardo allegro Il frastuono…

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Adesione invincibile

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Da bambina sfidando il gelo andavo per muschio.
Il più compatto in adesione invincibile era sulle tegole, una distesa vasta vicino al cielo dalla quale estrarre colori verdi e abbozzi d’ acqua.
Bastava poco allora per giochi e desideri eternamente uguali.

Il coltello staccandolo ne conservava la forma, delimitava un lago che a volte era uno specchio rotto
ed ero felice, quando la neve intorno si scioglieva in statue piccole e strane, e affascinata quando qualcuna quasi tutta nera dolorava pose impossibili.

Ora nei discorsi col tempo, sfumati da atmosfere rosse beneauguranti, ricordo volti, abbracci e palpebre inzuppate d’ombre per germogli appuntiti tra radici scoperte e piene di nodi

ma il muschio ha ancora piccoli fiorellini bianchi indomabili come la speranza…

Donne in ombra

rosannag
Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli

deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive
tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.

Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe corse compresse
in vene che vogliono esplodere

e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.

Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni

perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile…
27/7/2016

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=419538

https://rosannagazzaniga.blogspot.it/2017/11/donne-in-ombra.html#links

Attraversando la strada

attraversando_LI

Cominciò a parlare bevendo lacrime
che non cambiavano la voce
– E’ difficile vivere ancora – disse.

L’afferrai per un braccio.
due buchi neri, rubinetti vuoti
stillavano acqua su una mela rossa.

-Si è sparato col fucile da caccia,
era soldato-.
Il traffico si fermò, come il mio cuore.

L’ho stretta e abbracciato il suo rimorso.
Alto, bello, gli occhi tristi e vuoti
come la madre. 20 anni perduti
nella nebbia di novembre,mi guardavano dalla foto.

Poi le gambe camminarono ancora;
attraversai la strada, tra le mani stringevo
un’anima lucidata dal dolore.
*
Scritta il 6/12/2011 – Mi è capitato un giorno di afferrare una madre che attraversava la strada senza vedere. Le sue lacrime scorrevano su un volto rosso e lucido, forse cercando una pace che non trovava…