Amore…

soleviola

È accertato: chi ama vede il mondo brillare, i colori più caldi e i visi più simpatici. Anche i gesti o le risposte che in assenza dell’innamoramento non si sopportano, hanno la luce della tolleranza, della compassione.
In molti hanno scritto dell’amore, fatto ipotesi sulla nascita di questa energia duplice, fragile e potente…amore è soprattutto contraddizione.
È ombra misteriosa e luminoso lampo, nasce dalla contemplazione della bellezza ma anche dalla sua negazione. Amore è eros ed empatia, desiderio e compassione.

Perfetto nell’eros, totalizzante nell’agape.

Condizione mentale e sensoriale, strana alchimia che irradia gioia, serenità.
L’amore è germinazione di vita, potente luce interiore che alza le acque del desiderio, e nel replicarsi del suo rito, rende immortale ogni specie vivente:
in un gemito di piacere si replica il suono della creazione, si compie la comunione con il trascendente.

Nessuno conosce il suo mistero poiché è legato alle motivazioni della creazione, opera di Dio. Rinchiuso nello scrigno dorato della mente, quando esonda esce da ogni poro della pelle e viaggia nell’etere, ciclo perenne di vita.
Ogni atto d’amore diventa immortale nel ricordo, ma anche energia che si espande intorno aggregandosi nel mistero dell’universo.

L’amore è quella strana affinità che lega a nodo stretto persone lontane, evocandone l’immagine.
L’amore rende vivo e immortale anche chi ha ormai concluso il viaggio dell’esistenza, poiché viene ritrovato sul binario parallelo di una dimensione sconosciuta, eppure percepita…
Amore immateriale e palpabile, evanescente e concreto.
Amore è empatia, morsa, carezza, aria, cibo, baci.
L’amore è semplicemente vita.
28/4/2013

….L’amore è magnanimo, benevolo è l’amore
non è invidioso
non si vanta
non si gonfia d’orgoglio
non manca di rispetto
non cerca il proprio interesse
non si adira
non tiene conto del male ricevuto
non gode dell’ingiustizia
ma si rallegra nella verità.
Tutto scusa, tutto crede
tutto spera, tutto sopporta.
L’amore non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno
il dono delle lingue cesserà
e la conoscenza svanirà….
Quand’ero bambino,
parlavo da bambino, pensavo da bambino…

Prima lettera ai Corinzi – capitolo 13 – San Paolo

Donne vecchie

donne-vecchie

Camminano in disparte
desiderando palcoscenici.
Hanno ricevuto un numero grigio
alla gara podistica della vanità
ansiose bevono sguardi
pregano illuminazioni.
Sono carne asciutta
dicono qualunque cosa
scrivono ricordi minimi
e respirano lodi.

– Eccomi sono qui,
ci sono anche io
non riesco più a fare capriole
né corse
un passo solo più affrettato
mi uccide
– io, anima ritornata acerba
grezza fragilità
bambina che distingue poco
il bene e il male
che vuole solo sapere se esiste ancora
se quelle rughe stinte tra rari sorrisi
e solitudini
sono di persone vive…

Sono vecchie donne
abituate alla marcialonga delle critiche
non sentono brividi
conoscono solo statiche tecniche di vita
che sempre riescono a farle morire…

Ascolta DONNE VECCHIE” su Spreaker.

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=408439&t=Donne+vecchie

Ricordare la luce – olocausto

olocausto
Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.
Sui passi della paura
tozzi di pane gettati dalle finestre:
compassione ai cani
e mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.
Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
È nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?
Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…

 

Intervista all’io

ansia

Di che colore è la tua ansia?
– Grigia, è solo ombra.
Quando arriva?
– È mattiniera, all’alba con un miagolio
Confuso con quello del mio gatto.
Arriva da sola?
– qualche volta con l’amore
qualche altra con la paura.
Resta a lungo?
– Il tempo di sferzarmi il cuore.
Perché non ti lascia in pace?
– Ho l’abitudine al ricordo.
Cosa le offri, da buona ospite?
– Tutto ciò che amo di più, e una preghiera…
Nessuno sa dove vanno a nascondersi le tenebre e i ricordi
Nessuno sa come nascono i colori.

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=333515&t=Intervista+all+io

Buon Natale a tutti !

Lui nato e noi rinati nel suo ricordo!

Un dolce bambino, unica iniziale scintilla di un mondo spirituale, concretizzato e perfezionato nella materia, realtà dell’essere umano.

Nato per stimolare l’amore nascosto nel nostro cuore con l’eterno ricordo della sua incomprensibile bontà e umiltà.

Nato fra noi, figli di stelle lontane.

Nel suo ricordo, io ti auguro un Buon Natale, rinascita dell’amore che è in ogni uomo.

buonanno16

In cantina

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ro194

Un libro dimenticato su uno scaffale
mi osserva osceno, diviso a metà
sono gambe gli angoli rialzati
in curva d’onda, odore di tempo e muffa

al centro sottolineature si rincorrono
per non smarrirsi.
Sulla stampa sbiadita
una lama di luce disegna un cuore

Scende qualcosa dal soffitto
non attende più il piccolo ragno
crede sia una preda
la goccia lieve e dolce che cade
tra le pagine su un post-it giallo
Ricordo di primavera, una frase in nero
scritta per me, nascosta e breve
– la vita di tutti dipende da un sogno –

Tu già sapevi, e già mentivi.
Il vento soffiava gelido
fuori dalle nostre braccia
ma tu già scrivevi dolorosi risvegli…

Quel piangersi addosso

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Quel piangersi addosso
non lo sopporto più.
Stringono una maschera tra le mani
quando si dirigono tese, con scarsi sorrisi
verso grigiastri vapori …

Chi sono? Donne che alzano bandiera bianca
ma hanno guanti di pizzo, e ombre da assecondare.
Mete da raggiungere, trattative
di vanesio trasgredire e libertà da legami.

Camminano su un ponte d’assi fragili.
A volte, spinte cadono in acqua
a volte si tuffano
e il pianto diventa mare.

Drammi postumi

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farfff
In una strana intesa vibrano fragilità
e rinascita…
Nel sentiero d’autunno
sulla pallida seta di un fungo
riposa l’ultima vanessa di novembre
orme profonde
litigano con tenaci fili d’erba
fantasmi vegetali.
In superficie risalgono anime dimenticate.
Con quanta parzialità agisco!

Con alcuni
uso infinita crudeltà
li uccido più volte cercando di scordarli
e sono loro i più amati
i miei specchi ingialliti dal tempo.

La sofferenza, malinconia atroce
suggerisce drammi postumi di amori vissuti.
Di altri,
resuscitano solo leggere e tiepide forme…

2/11/15

http://rosannagazzaniga.blogspot.it/2015/11/drammi-postumi-primo-novembre.html#links

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=427304&t=Drammi+postumi