Esalazioni dimezzate

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esalazioni muralesMurales di autore sconosciuto sett.2015

Al male inguaribile sgomenta la dolcezza
la vitalità animale.
Lascio il dolore insopportabile a terra
come nebbia esala sul mio corpo
che immobile respira piano
mentre in alto le stelle ammiccano col loro fuoco.

Esco fuori dal corpo senza rumore
E mi amo. E amo. Potrei farlo senza ostacoli
prudenza o veli
potrei diventare qualsiasi cosa
ora, notturna e diurna
vibrante e imperfetta, ma viva
pur così dimezzata…
Mutarmi in una metamorfosi folle
in falco, spezzare l’aria di cristallo senza ferirmi
e chiederti scusa, chiedere scusa al mondo
perché spesso io lo dimentico…

Potrei volando, entrare dagli occhi
insediarmi nel cane del vicino che danza
in circolo, cantando solitudini da tenore
ritrovarmi con un brivido di meravigliosa paura
in piccola carne di topo
o in affamato scarafaggio ripugnante

trasformarmi con una blasfema transustanziazione
in pane, sfamare la mia e altrui fame
ridere fino a sentirne l’eco sui muri insormontabili
qui intorno
sfidare me stessa e gettandomi, acqua sul fuoco
ritrovarmi in un uomo
nell ’uomo smemorato, indifferente
e solo…
e poi riuscire a cambiarlo.
12/10/2015

https://rosannagazzaniga.blogspot.it/2017/10/esalazioni-dimezzate-fantasia.html#linkshttp://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=396454

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Vuoto (recite)

Eva Antonini - Tutt'Art@ - (47)
Eva Antonini immagine sculture

Uguali
non complementari
quasi quasi amici
nessun brivido
solo tecniche freddolose
ormai lo sfiorarsi sembra incestuoso.

Rami secchi oscillano tra rami verdi.
In cerca di erba più verde
una lumaca rossa e nuda
lascia lunghe scie umide sull’asfalto
i grandi occhi dondolano affamati.

Passeggiano distanti
hanno concluso la recita degli innamorati
ognuno esalterà i difetti dell’altro
l’odio staccherà deboli radici
sulla spianata del dubbio
la marcialonga dell’orgoglio
ha vinto…

http://rosannagazzaniga.blogspot.it/2017/09/vuoto-recite.html#links
http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=418445

Recite

Eva Antonini - sculptures
Immagine Eva Antonini sculture

Qualcuno ha spalancato la via di fuga
il freddo mi avvolge.
Metto una sciarpa sulle caviglie
la recita è già iniziata
io non mi accorgo del mio turno
arriva improvviso
rischio di dimenticare qualcosa.
La sala è buia, la luce alle spalle
mi protegge dagli sguardi.
La commedia iniziata con una nota allegra
termina con uno sparo
molti applaudono
qualcuno grida “brava!”
Io vorrei solo dormire
ricominciare al caldo, senza sciarpe.

https://rosannagazzaniga.blogspot.it/2017/09/qualcunoha-spalancato-la-via-di-fuga.html#links
http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=409034

Voi, amici

nerino (1)
Il mio gatto si lecca il pelo, assorto.
Mi interroga con lo sguardo se lo imito, quando mi lecco le ferite, quando con la lingua sciolgo nere impressioni recitando preghiere.
Forse sa quando mando un ringraziamento a Dio perché sono viva.

Io amici, vi osservo attenta.
Voi viventi di carta, siete il mio paesaggio. Le vostre parole sono l’abito della vostra anima.
Vi ammiro!
E vi ringrazio per il dolce aromatico dei pensieri che mi offrite, che bevo in silenzio come un caffè, anche solo con un “mi piace”.

Certe volte vi vedo tristi, certe volte lo sono anch’ io, ma il sorriso che a volte mi donate con una pungente e spiritosa immagine, mi fa lanciare un impulso di gioia al cielo.
Oh, io vi amo tutti amici, di quell’amore universale timido, quello che vola basso, sfiorando le vostre orme.
Quello di un uccellino che ha imparato a raddrizzare ali, le ha rese forti nel cercare nuovi spazi, e sposta solo un piccolo sospiro d’aria lasciando una ombra veloce trasparente, luminosa.
Quasi nessuno lo vede, così piccolo, così indeciso…
In punta di dita vi tocco timida. Io non vi chiedo di ricambiare la mia visita.
Vi chiedo solo di lasciarvi ammirare, e amare in silenzio.

Bello d’amore di Fausto Corsetti

i-1031 Ho ricevuto questo intenso commento al mio post Amore, desidero evidenziarne la stupenda sensibilità! grazie Fausto!

Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. E’ quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé.
Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.
L’amore ci rende capaci di vedere con altri occhi anche la bellezza del mondo che ci circonda.
Qualcuno sostiene che è un’illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si rafforzino le nostre capacità di osservare e ascoltare. E, quando facciamo un viaggio o solo una passeggiata con la persona di cui siamo innamorati scopriamo, come una rivelazione, la stupefacente bellezza dei tetti delle case di un paesino che visitiamo, l’incanto delle falde di una montagna che precipita in un bosco, il fuoco di un tramonto o la dolce poesia di un campanile immersi nell’azzurro che non avremmo mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parliamo, se condividiamo questi pensieri e queste emozioni con la persona che amiamo.
E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo un’esperienza che è in qualche modo affine all’incanto, al rapimento d’amore.
In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura più profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità.
Non c’è da meravigliarsi quindi se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in relazione con la realtà.
Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, diffidenti perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie della natura, alle più straordinarie opere d’arte senza vedere, senza sentire.
Non spaventa il nuovo che viene, non sarà facilmente dimenticato il giorno che è passato, se solo riusciamo ad ascoltare, tra fragilità, apprensioni e incertezze, che il nostro nome è scritto sul palmo della mano della persona amata.
Ogni stagione ha il proprio amore, ogni amore la propria stagione.
Ogni stagione della vita è bella e significativa, e non solo la giovinezza fresca e aitante, come vuole convincerci un eterno luogo comune e una pubblicità fatta solo di corpi levigati e frementi dai quali è cancellato ogni segno del tempo.
L’autunno, ad esempio, ha forse colori più belli e atmosfere più intense rispetto allo splendore chiassoso, fin eccessivo dell’estate e alla freschezza acerba della primavera. Dunque, viviamoci in pienezza ogni amore in ogni stagione della vita, senza nostalgie o frenesie: c’è sempre un fiore, un’emozione, una bellezza che ci attende, una sorpresa per ogni fase dell’esistenza.

Amore…

soleviola

È accertato: chi ama vede il mondo brillare, i colori più caldi e i visi più simpatici. Anche i gesti o le risposte che in assenza dell’innamoramento non si sopportano, hanno la luce della tolleranza, della compassione.
In molti hanno scritto dell’amore, fatto ipotesi sulla nascita di questa energia duplice, fragile e potente…amore è soprattutto contraddizione.
È ombra misteriosa e luminoso lampo, nasce dalla contemplazione della bellezza ma anche dalla sua negazione. Amore è eros ed empatia, desiderio e compassione.

Perfetto nell’eros, totalizzante nell’agape.

Condizione mentale e sensoriale, strana alchimia che irradia gioia, serenità.
L’amore è germinazione di vita, potente luce interiore che alza le acque del desiderio, e nel replicarsi del suo rito, rende immortale ogni specie vivente:
in un gemito di piacere si replica il suono della creazione, si compie la comunione con il trascendente.

Nessuno conosce il suo mistero poiché è legato alle motivazioni della creazione, opera di Dio. Rinchiuso nello scrigno dorato della mente, quando esonda esce da ogni poro della pelle e viaggia nell’etere, ciclo perenne di vita.
Ogni atto d’amore diventa immortale nel ricordo, ma anche energia che si espande intorno aggregandosi nel mistero dell’universo.

L’amore è quella strana affinità che lega a nodo stretto persone lontane, evocandone l’immagine.
L’amore rende vivo e immortale anche chi ha ormai concluso il viaggio dell’esistenza, poiché viene ritrovato sul binario parallelo di una dimensione sconosciuta, eppure percepita…
Amore immateriale e palpabile, evanescente e concreto.
Amore è empatia, morsa, carezza, aria, cibo, baci.
L’amore è semplicemente vita.
28/4/2013

….L’amore è magnanimo, benevolo è l’amore
non è invidioso
non si vanta
non si gonfia d’orgoglio
non manca di rispetto
non cerca il proprio interesse
non si adira
non tiene conto del male ricevuto
non gode dell’ingiustizia
ma si rallegra nella verità.
Tutto scusa, tutto crede
tutto spera, tutto sopporta.
L’amore non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno
il dono delle lingue cesserà
e la conoscenza svanirà….
Quand’ero bambino,
parlavo da bambino, pensavo da bambino…

Prima lettera ai Corinzi – capitolo 13 – San Paolo

Donne vecchie

donne-vecchie

Camminano in disparte
desiderando palcoscenici.
Hanno ricevuto un numero grigio
alla gara podistica della vanità
ansiose bevono sguardi
pregano illuminazioni.
Sono carne asciutta
dicono qualunque cosa
scrivono ricordi minimi
e respirano lodi.

– Eccomi sono qui,
ci sono anche io
non riesco più a fare capriole
né corse
un passo solo più affrettato
mi uccide
– io, anima ritornata acerba
grezza fragilità
bambina che distingue poco
il bene e il male
che vuole solo sapere se esiste ancora
se quelle rughe stinte tra rari sorrisi
e solitudini
sono di persone vive…

Sono vecchie donne
abituate alla marcialonga delle critiche
non sentono brividi
conoscono solo statiche tecniche di vita
che sempre riescono a farle morire…

Ascolta DONNE VECCHIE” su Spreaker.

Donne vecchie scrivere

Ricordare la luce – olocausto

olocausto
Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.
Sui passi della paura
tozzi di pane gettati dalle finestre:
compassione ai cani
e mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.
Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
È nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?
Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…