Dispersioni

La paura ha disperso gli indirizzi.
Come l’abbondanza essa scintilla
In abiti su misura
stende le mani ornate
da gioielli abbandonici
sprigiona aliti di noia e alcool.

Ci ha trasformati
e immersi nell'onda circolare
delle pietre scagliate.
L'impotenza ha radici folli
si resta così in paurosa apnea
immersi nella tana dei desideri
nella ressa dei gesti quotidiani
assurti a miracolo.
La crescita del piccolo esplode
dentro diventa tutto il mondo...

Gioielli Rubati 113: Francine Hamelin – Franco Bonvini – Silvia Maria Molesini – Anna Lamberti Bocconi – Amina Narimi – Carmine Mangone – Andrea Casoli – Elisa Falciori.

almerighi

TERRA DI MEMORIA

nella notte ardente di una stella-chimera
ascoltavo i venti che mi soffiavano nelle vene
mosaico indaco nel segreto del mio sangue
oh Terra, mio ricordo di infinite fioriture

geroglifici del tempo scolpiti nei miei palmi
ho allungato le mani nella loro nudità di carne
e i sogni MI hanno inciso il loro mistero nell’anima
O Terra, mia luce verso i vasti orizzonti

di Francine Hamelin, qui:
https://lenversdesjours.wordpress.com/2020/09/26/terre-memoire/

*

So dove sta l’introvabile

So dove sta l’introvabile,
e lo so perché un giorno mi sono perso,
perso nelle nebbie e ombre della malinconia
e lì si è fatto trovare,
accanto a un pozzo retinato di sole.

Allora, direte, che introvabile è..
È che da quel giorno ne ho le tasche piene
ne ho riempito tasche e taschini
e lì è fiorito, svelato e senza ombre
vestito di nuovi colori e pelli,
nuovi orli ai pozzi.

Come d’altro mondo…

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Fermenti

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Immagine 16/11/2014

Su un tavolino
creature di porcellana
mi fissano le mani, poi
di colpo volano via
e resto sola ad accogliere
il grigio che avanza.
Ottobre ha tremori d'animali
alberi che depongono l'abito d'oro
e tutto è un dimenare cose rinsecchite.
Motivazioni al distacco
rialzano  il capo 
oscuri girasoli appesantiti
scrutano orme di cinghiale
e la mia età ha cerchi concentrici
giri d'ape inferocita.
È a mia insaputa che muoiono
gli ultimi legami.
Nella casa fermentano come vino
i respiri dei vicini
assomigliano a flebili richiami
passeri che sanno vivere lieti 
briciole e freddo...

A pian terreno

Non è poi così grave
il rancore che agonizza
dal fondo delle scale
acceso tra le strisce rossastre
di questa malinconia autunnale.
Basta ignorarlo 
con un gesto inatteso.
Un saluto a mano alzata
alla foglia esausta che cade
un like o un sorriso
tra la lingua che inciampa
in una preghiera.
Si potrebbe dire quasi scomparso
e finirò per riderne
ora che finzioni e realtà 
vivono a pian terreno
e il tempo dalle alte vendette 
ha perso vigore...