Questa gente

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NIZZA

Questo tempo di rannicchiamenti
nel buco nero di rapporti simbiotici
che uccidono donne e figli in volo
perché l’amore guarisce
e l’amore fa ammalare

questo senso inverso di letti orientati a nord
disfatti in pochi anni, e a volte in pochi giorni
questo tempo di naufragi
che non passa, questo tempo
di pillole per ogni evenienza
tra scorte di sogni, offese e ribellioni
dai confini immutati troppo esatti
forse finirà con la resa all’indicibile paura.

Questa gente arrivata da noi
per fame di cibo e libertà
o forse solo per invidia
questa gente così pazza, imprevedibile
che sembra si svegli un mattino
con la scure nello zaino come fosse un panino
questa gente pronta a mietere vite
che  pianifica omicidi per stravolgere schemi
di una società svilita, lontana e più forte di loro.

Questa gente forse ci aiuterà a spegnere
la terribile indifferenza che ci strania
dal figlio adolescente
dal vicino di casa
dal vecchio che fruga nella spazzatura
dal disabile che ha percorsi impacciati
dal bimbo che si deposita come un pacco
dal cane che si scansa con un calcio.

Perché se l’odio accomuna movimenti giustizialisti
la paura ci accosta, ci stringe
stranamente ci ridona dignità
sentimenti di nuovo umani.

Solo per per poco non siamo morti di indifferenza
nel lungo respiro della notte
ma ora tutto questo ci spinge
a nuove luci che stravolgono arroganti obiettivi

e ripristina desideri di pace, di conoscenza
impulsi di perdono e coscienza
voglia di solidarietà
allegria per passi non più spaiati nel camminare
amore per un bosco ancora verde tra fiumi inquinati
voglia di indagare sul male scritto in oscuri libri
e poi  tanta compassione per un mondo
che vive  già spento e muore uccidendo…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=419238&t=Questa+gente

http://www.clubpoetico.it/home/poesia-in-prima-pagina/46-sociale/23645-questa-gente

Fino alla fine…

Non tutti comprendono l’esempio dato da Gesù, che non è fuggito da una morte infame pur potendolo fare e che ha perdonato i carnefici per dimostrare che il bene può sempre prevalere in ognuno di noi e in ogni circostanza…La sua resurrezione avviene tutte le volte che in noi prevalgono pensieri di pace.

Buona Pasqua a chi legge.

gesuagosto

BIVALVE

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Istantanea 2 (09-02-2016 21-45)

Primitiva e minima
bivalve
una bambina bianca e nera
gioca
nel deserto di cemento.
Cerca con movenze
e scatti repentini
concentrando urla
che non impauriscono nessuno
di spaventare la sorte

Gesti potenti
passaggi improvvisi da impulso
ad ago
irradiano potenzialità
ma restano incompiuti.

La bocca, i piedi  e la testa
confusi tra loro…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=407557&t=Bivalve

TELA BIZZARRA

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Istantanea 1 (17-02-2016 14-14)

Guarda come toglie il respiro
la tela bizzarra di sabbia
l’immensità d’orme, dure come ossa
ascolta attento, l’acqua ci racconta

in cromatismi di vetro e ghiaccio
frammenti d’amore
appunti imprecisi di gioie vissute.

Sto volando nel larghissimo cielo
d’acute nostalgie
ho tenaci fotogrammi, dolcissimi

Di te le mani di fumo, il mio giorno
di te occhi accesi, le mie notti
di te labbra schiuse, la mia uva da mordere.

Nel nostro frenetico calendario
surrogati e anestesie
ma ecco, risplendenti ancore
vincono le sottili membrane del tempo
vertigini di luce ritrovano
agilità di sorrisi.
https://www.spreaker.com/user/7961061

 

Ricordare la luce

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ebrei

Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.

Sui passi della paura
tozzi di pane gettati dalle finestre:
compassione ai cani
e mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.

Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
è nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?

Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…

***

Brividi mi hanno percorsa ascoltando i racconti di coloro che hanno vissuto questa immane tragedia. La mia poesia, vuole essere un piccolo omaggio a tutte quelle anime innocenti!

Contorni d’anno

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281215bis

Un anno da scrivere in terzine poetiche
inventando.
Nella stanza dei colori si creano decori
manufatti di fiducia, si fanno dolci
si scelgono abiti su misura per vittorie
da assaporare
si uniscono voci e felici impulsi.
Appoggio lo stencil, tampono tra le dita
mi sporco con un pennello rotondo
tra punti d’adolescenza smarrita
e anni vivi.
Contorno un quadro piccolo e scuro
con disegni perfetti e grigi.
La sacra famiglia ha una colomba
che vorrebbe volare via dai loro sorrisi
da amore mediato in tono minore…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=403001&t=Contorni+anno

Risposte

natale2015

Anna si svegliò di colpo. Un calpestio di passi passando dalle orecchie arrivò alla sua parte sempre vigile; le persone quando invecchiano hanno il sonno leggero. Anna aveva i capelli ricci e sfumati di biondo. -Pellicano riccio-, la canzonava suo figlio.

Il Pellicano uccello grande, previdente, e secondo una leggenda generoso al punto di  squarciarsi il petto per nutrire col proprio sangue i piccoli in carenza di cibo. Elegante solo in volo verso mete lontane. Considerata l’età non più giovane in contrasto con l’aspetto ancora affascinante, i capelli grigi, e il suo carattere, era un nomignolo perfetto.

Udì chiaramente la porta rinchiudersi, e sentì il familiare e festoso mugolare di benvenuto della sua cagnolina. Si alzò senza fare rumore, afferrò una coperta, e senza infilare le ciabatte –tanto aveva i calzettoni di lana- scese le scale. Dal lucernario la luna rischiarava la scala e il salotto. C’era una grande ombra in piedi, davanti al divano con accanto la cagnolina intenta ad annusarla. La piccola coda sferzava l’aria, rumorosa come lo sbattere di un tovagliolo quando lo si libera dalle briciole…
*
Qualche ora prima, Anna aveva passeggiato solitaria nel sentiero dietro la casa, ai margini del bosco. Il cielo era grigio. Il freddo pungente e le piccole punture degli aghi del nevischio la rendevano dolorosamente viva. Le bacche della rosa canina stavano cambiando colore; il colore del freddo, rosso scuro che virava al marrone. Lo stesso delle prime macchie della vecchiaia sulla pelle.

Era la vigilia di Natale, -una ricorrenza travisata- pensò rassegnata. Natale, la nascita di un bambino, puro amore incarnato…o forse è una leggenda? Poi si ricordò quando da piccola attendeva i doni: l’attesa gioiosa, la pace e il gioco. Ecco per i bambini è solo quello il significato. Invece gli adulti pragmatici, ormai non sentono più l’atmosfera di pace; forse solo i genitori riescono a percepirla ancora, come  riflesso della gioia, della aspettativa dei piccoli…Ma pochi si fermano a riflettere sul profondo significato del Natale: qualcuno nato per insegnare i segreti della pacifica convivenza fra uomini, ucciso da chi non voleva cambiare. Qualcuno contestato ancora oggi. Però  anche ammettendo che tutto sia  solo una leggenda, il bisogno di non crederci soli, di sapere che qualcosa ci attende oltre il ciclo della vita, della sua perenne rinascita, è molto forte!

Si, certo, la natura la vediamo rinascere puntuale ad ogni primavera, ma noi? A parte il tramandarsi infinito di padre in figlio, dove finiscono i nostri pensieri, le emozioni? Dove? Perché nel mondo prevalgono ingiustizia e cattiveria, e perché nessuno è capace di riflettere sugli insegnamenti di quel piccolo fagottino che attirò amore anche da adulto? …Gesù, un nome che a pronunciarlo sembra un sospiro…

Allora Anna, per la prima volta nella sua vita, chiese qualcosa. Non a Babbo Natale perché non esiste, è una leggenda, ma si rivolse alla divinità femminile, perché più vicina a lei, di quella immagine, potere assoluto dalle sembianze maschili: Dio… Rivolse una preghiera alla Madre degli uomini, all’essenza spirituale capace di partorire nuova vita, la Madonna… -Ti prego Madre divina, convinci Dio a cambiare questo mondo pieno di atrocità e di infamia, tu sai come fare, noi donne terrestri abbiamo perso la capacità di influire sui nostri uomini…non ci ascoltano più, forse nemmeno ci vedono come una parte necessaria. Credono di bastare a se stessi, anche per replicarsi…
*
Anna inquieta, accese la luce e dopo il primo attimo di spavento, si sfregò gli occhi. Un uomo barbuto perfettamente a suo agio, nella sua casa e in piena notte, le sorrideva porgendole una busta. Indossava la divisa classica da Babbo Natale, completa di berretto e fiocco:

-Per te, disse, in questa lettera c’è la risposta alle tue domande-
-Aspetta, disse Anna, non andare via, lasciami leggere.- Poi mentre apriva: -come hai fatto ad entrare, io avevo chiuso. E adesso sono sconcertata. Tu sembri Babbo Natale: allora esisti, ma è mai possibile? –
E premette le unghie dentro al palmo chiuso, sentendo sorpresa il giusto dolore. Allora non era un sogno!

In un carattere grande e in rosso, sul foglio, c’era scritto: DOVETE REIMPARARE A SOGNARE.
-E come si fa? Disse Anna, senza alzare il capo, rivolta a se stessa. E poi la vita è realtà.-
-Ti sbagli – disse Babbo Natale – è l’errore che fanno tutti gli uomini. Voi siete il duplicato, anzi ormai la brutta copia, del Creatore. E come credi sia nato il mondo? Da un pensiero, dalla sua emozione, dall’alchimia di queste energie, che unendosi hanno creato la materia. Come credi sia possibile che ci sia così tanta cattiveria e poca bontà tra voi uomini?
Perché la scelta che molti di voi fanno, è di pensare a cose frivole, che appagano il vostro incredibile orgoglio, la vostra sete di perfezione, e la voglia di comandare sugli altri. Voi soffrite ancora da adulti, la mancanza dell’amore che non riuscite più a dare ai vostri figli, e la volete compensare con le cose. E volete di più, volete diventare guide frivole per tutti gli altri. I vostri sogni sono solo FATTI DI POTERE E DOMINIO. Non pensate più all’amore, agli altri, ma solo al vostro piccolo egoistico piacere. Avete smesso di sognare in positivo: troppi di voi hanno pensieri malvagi o di odio. Non avete capito che il pensiero è un’onda che si aggrega a quelle simili: il bene da una parte e il male dall’altra, in continuo equilibrio. Per fortuna che il bene ha la parte maggiore nell’etere, altrimenti il mondo finirebbe.

Non avete ancora compreso che per sconfiggere il male –non eliminarlo, perché serve anch’esso- dovete ritornare a sognare, ad occhi aperti, e volere cose positive, sognare sentimenti positivi. Il sogno è l’inizio della creazione, tutto quello che sognate, buono o cattivo, alla fine si concretizza…è una legge divina, la legge di Dio…-
*
Sentì improvvisamente freddo Anna, e sollevando gli occhi vide la sua cagnolina che la leccava. Si ritrovò sdraiata ai piedi del divano. La sveglia segnava le 3: piena notte…ricordò le parole di Babbo Natale; ma allora, realizzò, era tutto un sogno! Forse anche quello che stava ricordando era senza senso. Si avviò verso la cucina per scaldarsi un poco di latte. Si sa che concilia il sonno. Si aggrappò a un mobile: aveva messo il piede su qualcosa che l’aveva fatta scivolare…lo raccolse, un foglio piegato, dentro un’unica frase: DOVETE REIMPARARE A SOGNARE…

16/12/12