Tecniche d’emergenza

20/7/2020

Le mie pareti emotive
umide e friabili si sfaldano
al suo sfiorarmi veloce.

Ho scelto tra molteplici
tecniche d’emergenza.

Applico al muro esistente
un cartongesso bianco
levigato, perfetto.
In mezzo resterà solo aria
e qualche insetto
destinato lui a perire in fretta

Ma io forse morirò
dalla mia voglia d’amore
lentamente e in silenzio.
Diverso e naturale addestramento
quello del gatto.
La fuga lo salva dal crollo…

A pian terreno

Non è poi così grave
il rancore che agonizza
dal fondo delle scale
acceso tra le strisce rossastre
di questa malinconia autunnale.
Basta ignorarlo 
con un gesto inatteso.
Un saluto a mano alzata
alla foglia esausta che cade
un like o un sorriso
tra la lingua che inciampa
in una preghiera.
Si potrebbe dire quasi scomparso
e finirò per riderne
ora che finzioni e realtà 
vivono a pian terreno
e il tempo dalle alte vendette 
ha perso vigore...

Filippo Fenara * È Un Attimo

Fai l’aperitivo

sul ciglio del baratro,

il phon appoggiato

sul bordo del lavandino,

un forellino nell’impianto

del liquido frenante,

la varechina travasata

in una bottiglia per l’acqua,

quella chiazza d’unto

in cima alle scale,

la manopola del gas

dimenticata aperta,

la sigaretta gettata

ancora accesa nella spazzatura,

il nido di vespe

e gli antistaminici finiti.

È un attimo

accorgersi

di quanto sia necessario

imparare ad essere grati

alla vita.

23/9/2020

© 2 + 0 = 2 – 0 / lemiecosepuntonet




Sono infiniti i momenti in cui ci si lascia vivere con leggerezza letale…le abitudini sono spesso feroci assassine, ma nulla hanno da invidiare agli avvenimenti fortuiti. La poesia pone l’accento su quel provvidenziale istante in cui, con un brivido, paura e sollievo si accostano rendendoci vivi.
Una riflessione poetica che ho molto apprezzato!

Squarci…

traliccio

Qualche volta tocchiamo l’invisibile
trepidi, svogliati e lacrimanti.
Noi qualche volta siamo angeli
vicoli illuminati o
diventiamo fogne, in dissolvenza.

Qualche volta  siamo tuberi
rigonfi di vita che insistono
dal fango, a cercare luce.
Noi così scioccamente ardenti
con la memoria a squarci
che censura ciò che vuole…

Rami ronzanti

Insieme nel pomeriggio dei confinati
ti guardo con tutto il rinnovo
che ci tiene svegli, ritrovo la voce
l’orgoglio dei poveri ingenui
che si specchiano negli altri.

Il mio passo precede il tuo
ci toccano rami ronzanti.
Siamo in cammino nel bosco
nel sentiero battuto
e vuoto, dei solitari.

20200317_112946