Nuovo apparente

Gelsomino d’inverno

Occhi disincantati seminano
curiosi impulsi.
il nuovo apparente, è a due passi
oltre la soglia
nasconde novità e forse delusioni.
Passa un’auto, schizza fango
le impronte immacolate di neve
sono un ricordo.
Le rughe un fervido presente.
C’è un pendolo nella testa
mi slancia e mi riprende
rende sicuri i ritorni
ma nulla sarà come prima.
Oltre la soglia fango, qualche germoglio
sassi arrotondati e passeri che fuggono
rami già colmi di gemme
ed è solo Febbraio
l’imprevedibile che spaventa
corto -dicono-  e maledetto. Oggi Piove
meglio le pietre sicure dell’ingresso
l’orchidea rifiorita, Il caldo che profuma
la guerra tra pantofole e calzini
il rientro banale alle mie sicurezze…

Senza respiri forti

 Gennaio mi accompagna 
 in questa rinascita dall'alto
 il vento fra i capelli grigi
 ha il brusio dell’acqua.
 I morti camminano nel mio sangue 
 inspessito dalle maledizioni
 il passato diluito in  parole 
 è metallo scolpito  a fuoco
 che incrosta tenaci segreti.
 I ricordi  si fanno buoni
 senza respiri forti.
 Tra i sempre verdi, un nido, nascosto
 come dentro me l’ansia tenace 
 che  dissimulo agli altri.
 Uno scoiattolo fugge veloce al letargo. 
 La mia ombra cade rassicurante
 inesistente, confusa tra i sassi.

 

Dispersioni

La paura ha disperso gli indirizzi.
Come l’abbondanza essa scintilla
In abiti su misura
stende le mani ornate
da gioielli abbandonici
sprigiona aliti di noia e alcool.

Ci ha trasformati
e immersi nell'onda circolare
delle pietre scagliate.
L'impotenza ha radici folli
si resta così in paurosa apnea
immersi nella tana dei desideri
nella ressa dei gesti quotidiani
assurti a miracolo.
La crescita del piccolo esplode
dentro diventa tutto il mondo...

Gioielli Rubati 113: Francine Hamelin – Franco Bonvini – Silvia Maria Molesini – Anna Lamberti Bocconi – Amina Narimi – Carmine Mangone – Andrea Casoli – Elisa Falciori.

almerighi

TERRA DI MEMORIA

nella notte ardente di una stella-chimera
ascoltavo i venti che mi soffiavano nelle vene
mosaico indaco nel segreto del mio sangue
oh Terra, mio ricordo di infinite fioriture

geroglifici del tempo scolpiti nei miei palmi
ho allungato le mani nella loro nudità di carne
e i sogni MI hanno inciso il loro mistero nell’anima
O Terra, mia luce verso i vasti orizzonti

di Francine Hamelin, qui:
https://lenversdesjours.wordpress.com/2020/09/26/terre-memoire/

*

So dove sta l’introvabile

So dove sta l’introvabile,
e lo so perché un giorno mi sono perso,
perso nelle nebbie e ombre della malinconia
e lì si è fatto trovare,
accanto a un pozzo retinato di sole.

Allora, direte, che introvabile è..
È che da quel giorno ne ho le tasche piene
ne ho riempito tasche e taschini
e lì è fiorito, svelato e senza ombre
vestito di nuovi colori e pelli,
nuovi orli ai pozzi.

Come d’altro mondo…

View original post 558 altre parole