Adesione invincibile

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Da bambina sfidando il gelo andavo per muschio.
Il più compatto in adesione invincibile era sulle tegole, una distesa vasta vicino al cielo dalla quale estrarre colori verdi e abbozzi d’ acqua.
Bastava poco allora per giochi e desideri eternamente uguali.

Il coltello staccandolo ne conservava la forma, delimitava un lago che a volte era uno specchio rotto
ed ero felice, quando la neve intorno si scioglieva in statue piccole e strane, e affascinata quando qualcuna quasi tutta nera dolorava pose impossibili.

Ora nei discorsi col tempo, sfumati da atmosfere rosse beneauguranti, ricordo volti, abbracci e palpebre inzuppate d’ombre per germogli appuntiti tra radici scoperte e piene di nodi

ma il muschio ha ancora piccoli fiorellini bianchi indomabili come la speranza…

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Presepe d’angolo

speranza
Dipinto di Ettore Tito

All’ angolo, dietro le pecore
la metto sempre lì
la donna con la brocca d’acqua
antica e vuota statua gigante
La sua ombra sovrasta ancora San Giuseppe.

Al centro del mio presepe
protagonisti statici osservano misteri
sorride il bambino nudo e fiducioso
che da sempre apre le braccia invano.

Da più di mille anni genitori in adorazione
guardano abbagli e luci riflesse.
Sembrano ignorare che il destino non si ferma mai
che mille storie si ripetono all’infinito
e utopie emotive e felici risuonano
solo in una unica lunga notte.

L’attesa di pace è una reliquia ingrigita
scandita ancora dal mistero di canti antichi
regali riciclati, e solo echi di rintocchi felici…

Questa gente

NIZZA

Questo tempo di rannicchiamenti
nel buco nero di rapporti simbiotici
che uccidono donne e figli in volo
perché l’amore guarisce
e l’amore fa ammalare

questo senso inverso di letti orientati a nord
disfatti in pochi anni, e a volte in pochi giorni
questo tempo di naufragi
che non passa, questo tempo
di pillole per ogni evenienza
tra scorte di sogni, offese e ribellioni
dai confini immutati troppo esatti
forse finirà con la resa all’indicibile paura.

Questa gente arrivata da noi
per fame di cibo e libertà
o forse solo per invidia
questa gente così pazza, imprevedibile
che sembra si svegli un mattino
con la scure nello zaino come fosse un panino
questa gente pronta a mietere vite
che  pianifica omicidi per stravolgere schemi
di una società svilita, lontana e più forte di loro.

Questa gente forse ci aiuterà a spegnere
la terribile indifferenza che ci strania
dal figlio adolescente
dal vicino di casa
dal vecchio che fruga nella spazzatura
dal disabile che ha percorsi impacciati
dal bimbo che si deposita come un pacco
dal cane che si scansa con un calcio.

Perché se l’odio accomuna movimenti giustizialisti
la paura ci accosta, ci stringe
stranamente ci ridona dignità
sentimenti di nuovo umani.

Solo per per poco non siamo morti di indifferenza
nel lungo respiro della notte
ma ora tutto questo ci spinge
a nuove luci che stravolgono arroganti obiettivi

e ripristina desideri di pace, di conoscenza
impulsi di perdono e coscienza
voglia di solidarietà
allegria per passi non più spaiati nel camminare
amore per un bosco ancora verde tra fiumi inquinati
voglia di indagare sul male scritto in oscuri libri
e poi  tanta compassione per un mondo
che vive  già spento e muore uccidendo…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=419238&t=Questa+gente

http://www.clubpoetico.it/home/poesia-in-prima-pagina/46-sociale/23645-questa-gente

Bivalve

Istantanea 2 (09-02-2016 21-45)

Primitiva e minima
bivalve
una bambina bianca e nera
gioca
nel deserto di cemento.
Cerca con movenze
e scatti repentini
concentrando urla
che non impauriscono nessuno
di spaventare la sorte

Gesti potenti
passaggi improvvisi da impulso
ad ago
irradiano potenzialità
ma restano incompiuti.

La bocca, i piedi  e la testa
confusi tra loro…

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=407557

Crepe d’oro sui papaveri

20150525_181526

Riempio d’oro le crepe di una tazza.
Ritorno dagli occhi
dai graffi lasciati al caso
le ferite e le mie storie
papaveri fragili
appaiono belle, valorizzate
Ho scritto sul muro
–io cancello-
beffa al divenire…

Ci avvelenano cemento e pietre
ma i papaveri sanno vivere finzioni
l’essere soli e in gruppo
senza acqua, né terreno
dove nessun saluto scivola
e sa di mare il tuo odore…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=387798&t=Crepe+oro+sui+papaveri