Procedure d’acqua

Il mio silenzio ribolle

in spazi delimitati

con occhi di sempre

prudenti pieghe mentali.

Abitato dalla vita

vive in pace.

Conteggi di vita e morte

che gareggiano in TV

arrivano già all’alba

come risate d’anatre

invadenti, alte sopra i vetri

La morte sembra offendere

statistiche in discesa

procedure d’acqua e aironi.

Silenzi di selce

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Ho una mia idea
sui corpi strani risorti dagli armadi
sui miei sotterranei silenzi
sulle correzioni cosmetiche della nostalgia.

Vanno e vengono con un sospiro
bruciano con un fumo diverso
l’erba, il legno e i miei ricordi.
Uccido in un quieto silenzio
tutto ciò che non serve.
Semino esche blu per percorsi viscidi
polveri bianche per file in corsie ordinate
e taccio.

Perfino i nostri giorni muoiono d’inedia
in silenzio.
Nelle pance di solchi arati
è logica abitudine la morte
impulsi a cicli la vita
nel divorarci sereno che ci accomuna tutti
insetti animali e umani.

Un piccione sull’argine aveva un buco nel costato
gli hanno divorato il cuore
forse gridava ma io ho udito solo silenzio
dopo tre giorni restarono solo piume sparse
piccoli ventri sazi, ed ombra…

In silenzio vibrano spazi vuoti tra pietra e pietra
dove semi di ogni tipo si suicidano
per amore del replicarsi,
impulsi d’albero, irrefrenabili e taciti…

In silenzio tra noi resta solo la voglia di divorarci.
Silenzi di selce.
Solo qualche volta parlano di pace.

rg 31/3/2015