Globi di luce

GLOBI DI LUCE
In vasche di desolate paure
troppo profondi i grandi globi di luce
per tenerli stretti.
Prima di te ho sentito quella sottile paura
di vivere senza sapori antichi da gustare.
Nell’appressarsi della notte
guardo luccicare angoli d’occhi chiusi.
Ho indurito radici troppo deboli
annaffiandole con acque dure
e l’ortensia non è diventata azzurra.

L’amore per chi ci ha dato la vita
è così avvolgente, resta addosso.
Nessuna condivisione è possibile
tutto è dentro, e fuori solo un avanzo sazio
di vissuto rosso porpora.

Si possono soltanto svendere ricordi
per non piangere chiusure
scendendo da soli stradine di pietre solitarie
spezzate dal gelo.
Tu lo sai, avrei voluto farlo io
prima di te.
5/9/2013

Destino

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Dipinta incastrata dall’estroso pittore
allineata in una prospettiva statica
mi ritrovo spalmata, assurda e compressa
come un colore strizzato in un tubetto.

In attesa di un rimescolamento liberatorio
sono quadro immobile
posso solo guardare senza aspettative.

Nessun volo solitario o in coppie di colombe
mi sfiora: esse sfidano nuvole e uragani
tubano volandosi intorno in alto
poiché l’amore eleva mentre io
ristretta nella cornice sento
solo atomi di insofferenza che si aggregano.

Alzo una mano e raschio la superficie
che si tende flessibile come un albero
ancorato a profondissime radici.

Forse un giorno
troverò l’impulso gemello e coraggioso
oh, non in terra, nelle certificate certezze
ma raccolto e connesso in un raggio anomalo
sfuggito dal grande occhio misericordioso
dell’incomprensibile Dio

che ascolta sempre o quasi
tendendo mani invisibili
che nessuno riconosce in tempo
nel tempo…
8/8/2014
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Adesione invincibile

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Da bambina sfidando il gelo andavo per muschio.
Il più compatto in adesione invincibile era sulle tegole, una distesa vasta vicino al cielo dalla quale estrarre colori verdi e abbozzi d’ acqua.
Bastava poco allora per giochi e desideri eternamente uguali.

Il coltello staccandolo ne conservava la forma, delimitava un lago che a volte era uno specchio rotto
ed ero felice, quando la neve intorno si scioglieva in statue piccole e strane, e affascinata quando qualcuna quasi tutta nera dolorava pose impossibili.

Ora nei discorsi col tempo, sfumati da atmosfere rosse beneauguranti, ricordo volti, abbracci e palpebre inzuppate d’ombre per germogli appuntiti tra radici scoperte e piene di nodi

ma il muschio ha ancora piccoli fiorellini bianchi indomabili come la speranza…