Appunti di primavera

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Interrati alcuni nomi, come fossero bulbi
posso riposare ora.

Ho l’identità di un fiore oggi
sono leggera ho  la corolla bianca
il corpo-foglia che reagisce appena appena.
Nel cuore la mappa delle radici resiste
ricorda il vento alle spalle che spingeva

un dire nebbioso a perdersi
verso la campagna.

Io vicina allo zero, mi rinnovo
sotto l’ultima neve.

Nel  quaderno verde maturano appunti
ricordati la Tari, il dottore
il bucato, il settecentotrenta.

Fuori c’è  luce tra le nubi
ma dentro, solo pigrizia e canta supremazia.

Accendo il fuoco, bolle qualcosa
nel  tumulto d’acqua
si mischiano carne e aromi
con un rumore di fuga

si dissolvono
giorni, notti,  illusioni.

Qualcuno gratta alla porta
forse è il cane.
E di nuovo è primavera.
Entra o esce?
14/3/2014

Ritardare

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Inghiottendo ipocrisie
galleggerà l’ombra spezzata
dal fiume all’erba?
Quanto tempo servirà per alzarsi
uccidere, misurare tracce e distinguere
i morti soffocati dagli annegati
fra sabbia,  insetti, e giornali?
Quanto per sognare voli
quanto per camminare in acqua
lasciando impronte?
Fare un cenno d’amicizia
sedersi a un tavolo, odorare pesce
inghiottire vino e molluschi al limone
o rigirare gusci immaginando
perle paglierine si potrà ancora?
Si, svanirà il tempo sospeso di gocce velate
e di consigli per consolarsi.
Svanirà, perché al sole anche il dolore
riluce sul ciglio della strada.
Passerà anche l’estate pazza
l’autunno dominante e l’inverno mortifero.
E si vivrà ugualmente tra poveri famelici
e ventri sazi.
“Si può forse ritardare la primavera?” (*)

(*) l’ultimo verso è di Percy Bysshe Shelley

Certezze

certezze

Mi fermo, le mani aperte

di brividi si sfarina la pelle.

Germogliando duri d’inganni

ci guardiamo con un sorriso di neve

il cielo d’aprile gocciando dolori

dai colori odorosi

ci parla di primavere puntuali

di obblighi a rinascite sempre più brevi…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=381673&t=Certezze