Appunti di primavera

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Interrati alcuni nomi, come fossero bulbi
posso riposare ora.

Ho l’identità di un fiore oggi
sono leggera ho  la corolla bianca
il corpo-foglia che reagisce appena appena.
Nel cuore la mappa delle radici resiste
ricorda il vento alle spalle che spingeva

un dire nebbioso a perdersi
verso la campagna.

Io vicina allo zero, mi rinnovo
sotto l’ultima neve.

Nel  quaderno verde maturano appunti
ricordati la Tari, il dottore
il bucato, il settecentotrenta.

Fuori c’è  luce tra le nubi
ma dentro, solo pigrizia e canta supremazia.

Accendo il fuoco, bolle qualcosa
nel  tumulto d’acqua
si mischiano carne e aromi
con un rumore di fuga

si dissolvono
giorni, notti,  illusioni.

Qualcuno gratta alla porta
forse è il cane.
E di nuovo è primavera.
Entra o esce?
14/3/2014