Arriva la Luce

E poi la luce si fa Luce
mentre l’ombra opaca raddoppia
il grigio della strada
la calura drena il ronzio d’ api
e gli alberi scagliano squittii.

Quante cattiverie si compiono
per trovarti. Si taglia un albero
che ombreggia colture
Si tortura uccidendo per sapere
chi ha tradito …Arriva la luce

ma la luce è strana
nella direzione d’ un vortice imprevisto.
Se il dubbio si fa da parte
la verità nuda e brillante
è sempre crudelmente insopportabile.

Globi di luce

GLOBI DI LUCE
In vasche di desolate paure
troppo profondi i grandi globi di luce
per tenerli stretti.
Prima di te ho sentito quella sottile paura
di vivere senza sapori antichi da gustare.
Nell’appressarsi della notte
guardo luccicare angoli d’occhi chiusi.
Ho indurito radici troppo deboli
annaffiandole con acque dure
e l’ortensia non è diventata azzurra.

L’amore per chi ci ha dato la vita
è così avvolgente, resta addosso.
Nessuna condivisione è possibile
tutto è dentro, e fuori solo un avanzo sazio
di vissuto rosso porpora.

Si possono soltanto svendere ricordi
per non piangere chiusure
scendendo da soli stradine di pietre solitarie
spezzate dal gelo.
Tu lo sai, avrei voluto farlo io
prima di te.
5/9/2013

Notte

rosannag

Notte,  non bianca né colorata.
Notte e riflessioni, fragili come stelle brillanti.
Oggi è questo per me la notte. Anni luce fa, era eccitazione, una non luce complice di trasgressioni e divertimento.
Era un giorno con l’ abito blu.
La notte cammina con il nostro mutare, a volte si impone prepotente, a volte ci fa compagnia rendendoci fuochi fatui…

Come si uccide un uomo

olocausto

Un gesto minimo, una direzione e un si alla vita.
Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.
Sui passi della paura
compassione ai cani
tozzi di pane gettati dalle finestre
che mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.
Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
È nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?
Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…