Nuovo apparente

Gelsomino d’inverno

Occhi disincantati seminano
curiosi impulsi.
il nuovo apparente, è a due passi
oltre la soglia
nasconde novità e forse delusioni.
Passa un’auto, schizza fango
le impronte immacolate di neve
sono un ricordo.
Le rughe un fervido presente.
C’è un pendolo nella testa
mi slancia e mi riprende
rende sicuri i ritorni
ma nulla sarà come prima.
Oltre la soglia fango, qualche germoglio
sassi arrotondati e passeri che fuggono
rami già colmi di gemme
ed è solo Febbraio
l’imprevedibile che spaventa
corto -dicono-  e maledetto. Oggi Piove
meglio le pietre sicure dell’ingresso
l’orchidea rifiorita, Il caldo che profuma
la guerra tra pantofole e calzini
il rientro banale alle mie sicurezze…

Poi

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Poi la rinuncia diventa dolce
santità giustificata
ricorda il disfarsi dei semi
nel passo fondo, verso l’acqua
a primavera.

Poi sai che non c’è motivo
per essere amati
né per essere odiati o dimenticati
e sai che unisce più la voglia di guerra
che quella dell’amore.

Poi c’è l’allegria
che sospende
la traduzione del commiato imbarazzato
e tende la mano
allo spazio vuoto che scintilla…

Abbandonato…(ricordando Aylan)

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Abbandonato, il volto nella sabbia
la bocca aperta all’onda
salata, come il tempo morto della speranza
gli occhi chiusi
gli altri, i grandi, li hanno aperti
e guardano morire
mille angeli come te.

Ti accarezza il mare
ti chiama con voce d’alga
la tua s’è smarrita in un sorso di sale…
Dov’è tua madre? la sua mano di sole?
Ogni bimbo dovrebbe addormentarsi
con la mamma accanto, ma tu dormi
abbandonato.

Dov’è il cuore di chi uccide
arenato su un sentiero di sfide all’amore
all’umanità?
Il rumore d’onda non è udito dagli uomini
che contano
nemmeno il tuo respiro li scuoterà
ora.
Tu riposi con la postura dei bambini felici
e taci con il silenzio della storia.

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