L’inganno

eli 2014

Alla mia amata Eli

Lei si fidava. Ha appoggiato tranquilla il suo musino triste nella mia mano, e si è addormentata. L’ago non ha infierito con altro dolore.
Tre farmaci, per tre stadi di coscienza. Il calmante, poi l’anestesia e il farmaco letale hanno bloccato il suo cuore.
Quel cuore gioioso e pieno di vita che mi aveva scelto, diciotto anni prima, si è arrestato, ad occhi aperti.
Lei si fidava, seguiva la mia ombra, il cenno della mia mano che invitava, la voce che guidava.
E io che non mi sapevo memoria, ora mi sento pioggia, e scivolo nelle cose incompiute e negli anniversari.
Ho scavato il giardino, ho rotto radici e ho atteso che il suo gelo ne confermasse la morte.
Era freddo il suo corpo biondo che si ribellava alle cure, serrati i suoi denti sull’ultimo gemito.
Spento all’ultima carezza il suo mugolio felice, così strano che sembrava il ronfare di un gatto.
Spenti nella cecità gli occhi adoranti e lo sguardo triste se la sgridavo. Lontane le corse pazze in campagna inseguendo lepri e fagiani.
Lei si fidava e io ho deciso, di non lasciarle più gridare il dolore, di fermare il sangue che l’abbandonava e di piangere la sua impotenza a muoversi.
Di coprire di terra fertile il suo piccolo corpo.
Di piangere la necessaria crudezza del sentirmi Dio per un istante.
E vorrei sapere se mi ha perdonata, se nell’altra dimensione mi aspetterà e riconoscerà.
Lei si fidava, e io l’ho tradita e vivo.
Come l’erba che ha paura ma sa che si ergerà ancora dopo essere stata schiacciata.
Vivo come si vive dopo i grandi dolori che umiliano e addolciscono…
30/3/2018

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Esalazioni dimezzate

esalazioni muralesMurales di autore sconosciuto sett.2015

Al male inguaribile sgomenta la dolcezza
la vitalità animale.
Lascio il dolore insopportabile a terra
come nebbia esala sul mio corpo
che immobile respira piano
mentre in alto le stelle ammiccano col loro fuoco.

Esco fuori dal corpo senza rumore
E mi amo. E amo. Potrei farlo senza ostacoli
prudenza o veli
potrei diventare qualsiasi cosa
ora, notturna e diurna
vibrante e imperfetta, ma viva
pur così dimezzata…
Mutarmi in una metamorfosi folle
in falco, spezzare l’aria di cristallo senza ferirmi
e chiederti scusa, chiedere scusa al mondo
perché spesso io lo dimentico…

Potrei volando, entrare dagli occhi
insediarmi nel cane del vicino che danza
in circolo, cantando solitudini da tenore
ritrovarmi con un brivido di meravigliosa paura
in piccola carne di topo
o in affamato scarafaggio ripugnante

trasformarmi con una blasfema transustanziazione
in pane, sfamare la mia e altrui fame
ridere fino a sentirne l’eco sui muri insormontabili
qui intorno
sfidare me stessa e gettandomi, acqua sul fuoco
ritrovarmi in un uomo
nell ’uomo smemorato, indifferente
e solo…
e poi riuscire a cambiarlo.
12/10/2015

https://rosannagazzaniga.blogspot.it/2017/10/esalazioni-dimezzate-fantasia.html#linkshttp://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=396454

Squarci nel velo

IW-Giuseppe-Sanmartino-Cristo-Velato-04

Scultura Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino 1753

C’è un’ora in cui si grida l’abbandono
schernito da canne d’aceto
un ‘ora in cui passaggi di luce
attraversano la linea oscura del dolore

Tra il velo squarciato della mente
una vita in fremito
riconosce il tremito della vita in fiamme…