Sono caduta dalle scale

Nella giornata contro la violenza sulle donne, un mio video creato sulla toccante e bella poesia di Donatella Pezzino

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Notizie

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Piccole astuzie salgono e scendono dalla cantina al balcone
in quotidiani d’odorosa ipocrisia, quello che vorresti dire
si perde su gradini di spocchia
quello che vorresti leggere è in bianco.
Fra le righe l’indignazione scivola in una realtà paradossale
quantica, nel di più che non ci appartiene
in doglie d’anima-le ancestrale.
Aspettano l’alba profili d’ignavia, attendono notizie rassicuranti
nuove:
-Laura ha ritrovato il gatto-
-il comune regala un mese di pranzo ai poveri-
-trovata la fonte d’energia non inquinante e alternativa-
-le guerre sono fuori moda…

Toglie il fiato l’odore d’avidità, acre di petrolio e d’odio
tra bandiere scure, cause ignorate e ipocrisie battenti.
Il ticchettio di una grandine sferza, accende luci di riserva
fascette di prudenza strozza-gole ancorano fili di ribellione
a muri di pietra.
Si attendono albe viola in ore allenate su abissi d’occhi chiusi
cuori annegati e sabbia, concimata a sangue.

Chiusi nei loro libri dormono i maestri, mentre i loro incubi
rivivono ogni giorno.

17/6/2015

I poveri

povertà

I poveri non usano la tovaglia
non è un rito mangiare,
capita ogni tanto
ma dividono sempre il cibo
con il loro cane, come la rabbia
quando la dignità è grande.
12/2/2012

Oggi Domenica 19 novembre si celebrerà per la prima volta la Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo.

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=249224

Ricordare la luce – olocausto

olocausto

Un gesto minimo, una direzione e un si alla vita.
Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.
Sui passi della paura
compassione ai cani
tozzi di pane gettati dalle finestre
che mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.
Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
È nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?
Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…

 

Questa gente

NIZZA

Questo tempo di rannicchiamenti
nel buco nero di rapporti simbiotici
che uccidono donne e figli in volo
perché l’amore guarisce
e l’amore fa ammalare

questo senso inverso di letti orientati a nord
disfatti in pochi anni, e a volte in pochi giorni
questo tempo di naufragi
che non passa, questo tempo
di pillole per ogni evenienza
tra scorte di sogni, offese e ribellioni
dai confini immutati troppo esatti
forse finirà con la resa all’indicibile paura.

Questa gente arrivata da noi
per fame di cibo e libertà
o forse solo per invidia
questa gente così pazza, imprevedibile
che sembra si svegli un mattino
con la scure nello zaino come fosse un panino
questa gente pronta a mietere vite
che  pianifica omicidi per stravolgere schemi
di una società svilita, lontana e più forte di loro.

Questa gente forse ci aiuterà a spegnere
la terribile indifferenza che ci strania
dal figlio adolescente
dal vicino di casa
dal vecchio che fruga nella spazzatura
dal disabile che ha percorsi impacciati
dal bimbo che si deposita come un pacco
dal cane che si scansa con un calcio.

Perché se l’odio accomuna movimenti giustizialisti
la paura ci accosta, ci stringe
stranamente ci ridona dignità
sentimenti di nuovo umani.

Solo per per poco non siamo morti di indifferenza
nel lungo respiro della notte
ma ora tutto questo ci spinge
a nuove luci che stravolgono arroganti obiettivi

e ripristina desideri di pace, di conoscenza
impulsi di perdono e coscienza
voglia di solidarietà
allegria per passi non più spaiati nel camminare
amore per un bosco ancora verde tra fiumi inquinati
voglia di indagare sul male scritto in oscuri libri
e poi  tanta compassione per un mondo
che vive  già spento e muore uccidendo…

http://rosannagazzaniga.scrivere.info/index.php?poesia=419238&t=Questa+gente

http://www.clubpoetico.it/home/poesia-in-prima-pagina/46-sociale/23645-questa-gente

Ricordare la luce

ebrei

Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.

Sui passi della paura
tozzi di pane gettati dalle finestre:
compassione ai cani
e mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.

Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
è nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?

Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…

***

Brividi mi hanno percorsa ascoltando i racconti di coloro che hanno vissuto questa immane tragedia. La mia poesia, vuole essere un piccolo omaggio a tutte quelle anime innocenti!