Recite

Eva Antonini - sculptures
Immagine Eva Antonini sculture

Qualcuno ha spalancato la via di fuga
il freddo mi avvolge.
Metto una sciarpa sulle caviglie
la recita è già iniziata
io non mi accorgo del mio turno
arriva improvviso
rischio di dimenticare qualcosa.
La sala è buia, la luce alle spalle
mi protegge dagli sguardi.
La commedia iniziata con una nota allegra
termina con uno sparo
molti applaudono
qualcuno grida “brava!”
Io vorrei solo dormire
ricominciare al caldo, senza sciarpe.

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http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=409034

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Voi, amici

nerino (1)
Il mio gatto si lecca il pelo, assorto.
Mi interroga con lo sguardo se lo imito, quando mi lecco le ferite, quando con la lingua sciolgo nere impressioni recitando preghiere.
Forse sa quando mando un ringraziamento a Dio perché sono viva.

Io amici, vi osservo attenta.
Voi viventi di carta, siete il mio paesaggio. Le vostre parole sono l’abito della vostra anima.
Vi ammiro!
E vi ringrazio per il dolce aromatico dei pensieri che mi offrite, che bevo in silenzio come un caffè, anche solo con un “mi piace”.

Certe volte vi vedo tristi, certe volte lo sono anch’ io, ma il sorriso che a volte mi donate con una pungente e spiritosa immagine, mi fa lanciare un impulso di gioia al cielo.
Oh, io vi amo tutti amici, di quell’amore universale timido, quello che vola basso, sfiorando le vostre orme.
Quello di un uccellino che ha imparato a raddrizzare ali, le ha rese forti nel cercare nuovi spazi, e sposta solo un piccolo sospiro d’aria lasciando una ombra veloce trasparente, luminosa.
Quasi nessuno lo vede, così piccolo, così indeciso…
In punta di dita vi tocco timida. Io non vi chiedo di ricambiare la mia visita.
Vi chiedo solo di lasciarvi ammirare, e amare in silenzio.

Bello d’amore di Fausto Corsetti

i-1031 Ho ricevuto questo intenso commento al mio post Amore, desidero evidenziarne la stupenda sensibilità! grazie Fausto!

Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. E’ quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé.
Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.
L’amore ci rende capaci di vedere con altri occhi anche la bellezza del mondo che ci circonda.
Qualcuno sostiene che è un’illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si rafforzino le nostre capacità di osservare e ascoltare. E, quando facciamo un viaggio o solo una passeggiata con la persona di cui siamo innamorati scopriamo, come una rivelazione, la stupefacente bellezza dei tetti delle case di un paesino che visitiamo, l’incanto delle falde di una montagna che precipita in un bosco, il fuoco di un tramonto o la dolce poesia di un campanile immersi nell’azzurro che non avremmo mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parliamo, se condividiamo questi pensieri e queste emozioni con la persona che amiamo.
E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo un’esperienza che è in qualche modo affine all’incanto, al rapimento d’amore.
In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura più profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità.
Non c’è da meravigliarsi quindi se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in relazione con la realtà.
Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, diffidenti perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie della natura, alle più straordinarie opere d’arte senza vedere, senza sentire.
Non spaventa il nuovo che viene, non sarà facilmente dimenticato il giorno che è passato, se solo riusciamo ad ascoltare, tra fragilità, apprensioni e incertezze, che il nostro nome è scritto sul palmo della mano della persona amata.
Ogni stagione ha il proprio amore, ogni amore la propria stagione.
Ogni stagione della vita è bella e significativa, e non solo la giovinezza fresca e aitante, come vuole convincerci un eterno luogo comune e una pubblicità fatta solo di corpi levigati e frementi dai quali è cancellato ogni segno del tempo.
L’autunno, ad esempio, ha forse colori più belli e atmosfere più intense rispetto allo splendore chiassoso, fin eccessivo dell’estate e alla freschezza acerba della primavera. Dunque, viviamoci in pienezza ogni amore in ogni stagione della vita, senza nostalgie o frenesie: c’è sempre un fiore, un’emozione, una bellezza che ci attende, una sorpresa per ogni fase dell’esistenza.