Ricordare la luce – olocausto

olocausto
Cinque dita soltanto si aprirono in un mondo in ginocchio
distogliendo gli occhi dalla pena
salvando con un rifiuto.
E gli altri?
E oggi?
E quando morirà ogni testimone?
Se a destra una mano scelse
il lavoro, vita, ARBEIT MACHT FREI
a sinistra morirono gli altri.
Sui passi della paura
tozzi di pane gettati dalle finestre:
compassione ai cani
e mai furono trasformati in mille pani e mille pesci.
Lo sapevano gli ideologi, i medici e gli psicologi
come si uccide un uomo.
– Presto andrete a casa, nudi, così siete nati –
basta togliere la colla messa in abbondanza:
sotto la pelle, fame
l’involucro si rompe, è piastrella sgretolata
e un numero messo lì tatuato
ché non succeda di scordarlo.
Il numero è tranquillo, giace su una pagina rossa
È nero, magro di vita, tace;
gioca sporco e vince la paura, perde ai punti la dignità
ogni fraternità svanisce
tra l’odore di fumo e lo spettro del sapone
vibrante è solo la fame.
Milioni, uomini sparsi, miti e zitti: dal male cosa si impara?
Forse a stare uniti, gridare insieme e ricordare
ma ai figli di ieri, a quelli di oggi, Tommaso insegna:
impareranno a credere, quelli di domani?
Oh, l’umanità è famiglia
dentro germoglia il bene ma anche il male.
Nei libri è semplice: i buoni da una parte
dall’altra i cattivi, ma il cieco vede doppio.
Non ci sia permesso dimenticare
l’inverno o la primavera.
che nessuno dorma perché ogni luce,
ogni piccola stella
si specchia soltanto nella fissità dell’acqua…

 

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7 thoughts on “Ricordare la luce – olocausto

  1. Un sentito grido di dolore poetico, per eventi dolorosi e indimenticabili,che hanno segnato cruente pagine di storia e rovinato la vita di chi ha salvato la propria.
    Versi molto apprezzati, un abbraccio poetessa

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  2. C’è una specificità nella tragedia dell’olocausto ch’è innegabile: per la prima volta la tecnologia si sposa con il genocidio, nel portare avanti il progetto allucinante di omogeneizzare la specie sulla faccia del pianeta, introducendo il concetto di prevalenza della razza…
    Molto sentita
    Un caro saluto

    Liked by 1 persona

  3. Liebende Elisa Falciori

    danke für den Kommentar über das Google Übersetzungsprogramm
    Nur kann ich das noch nicht bedienen..

    Mein Vater war bei der SS meine Mutter Krankenschwester MTA im Krieg
    Ich bin Deutscher und traumatisiert
    Letztes Jahr haben wir am KZ Dachau ein Gedenkkonzert für die dort erschossene Tochter
    Des Sufidichters und Musikers Hazrat Inayat Khan gespielt
    In einem Katharinenkloster das direkt an die KZ Mauer gbaut wurde
    Wir sind ein Deutsch-Türkisches Sufiemusikensemble

    Ich wohne hier in Wörthsee Steinebach nahe München und Hitler hat in dem Wirtshaus “Raabe” übernachtet
    Die Nazis haben in der Villa einer Insel im Wörthsee Arbeitsbesprechungen abgehalten
    Mussolini der Duce hat an einem Rohbau eines Parteimitgliedes im Schubkarren Backsteine gefahren
    Der Ort ist historisch präpariert gezeichnet belastet..

    Ich habe vorher bevor ich die Historie kannte eine Arbeit geschrieben
    “Der Nationalsozialismus von Deutschland ausgehend, blindes Schicksal oder geistige Notwendigkeit
    Der Schuldkomplex der Deutsche unbewusst ein Heilungsansatz aus dem Wesen des Christentums heraus”

    Diese Arbeit kann ich in Deutschland weder puplizieren noch referieren
    Die Redaktionen haben auf Nachfrage zur Ablehnung übereinstimmend Angst vor den Folgen geäußert
    Du siehst wie dieses Trauma immer noch auf unsere Heilung sehnsüchtig wartend hofft

    danke
    Den Segen
    Joaquim von Herzen

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  4. Eventi dolorosi che devono essere ricordati, quale monito a tutte le aberrazioni del bene…Solo l’amore e la compassione possono garantire il progredire della specie umana!
    Tutto il resto, compresa l’ambizione di arrivare ad avere una razza pura, bella e giusta, è orgoglio smisurato dettato dal male che vuole prevaricare sul bene, valori e disvalori che coesistono del nostro essere umani…Buona giornata a te Joaquim!

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